Tra cielo e terra: il viaggio del rito in sauna
C'è una domanda che mi viene rivolta spesso: perché parlare di rituali quando si parla di sauna?
La risposta è più semplice di quanto sembri. Ogni Aufguss, ogni scrub, ogni bagno sonoro è un viaggio. Si viaggia con la mente, con i sensi, con la musica, con il cuore. E come ogni viaggio vero, ogni volta è diverso, coinvolge e lascia il segno.
Prendo spunto da una giornata speciale: un pomeriggio e una sera a Malga Millegrobbe, a milleduecento metri di altitudine, in una sauna panoramica affacciata sul crepuscolo.
L'Aufguss e il rito del vapore
Come Aufgussmeister certificato AISA (Associazione Italiana Saune e Aufguss), il mio compito è ventilare: muovere l'aria con l'asciugamano o il ventaglio per portare agli ospiti essenze pure e biologiche, insieme a calore e ghiaccio. Un rituale che dura dai nove ai dodici minuti, accompagnato dalla musica, capace di generare un profondo senso di benessere fisico e psichico e di favorire l'eliminazione di tossine e scorie metaboliche.
Il bagno turco e lo scrub
Tra un Aufguss e l'altro, nel bagno turco, umidità al cento per cento e temperatura più contenuta, propongo agli ospiti uno scrub esfoliante preparato con sale, zucchero, olio, miele, farine ed estratti di frutta di stagione. La pelle si libera delle cellule morte e ritrova luminosità.
Il bagno sonoro: la vibrazione come rituale
Sono anche Operatore Olistico del Suono, formato secondo la legge 4/2013 dal maestro Giovanni Casanova della scuola "Rinascere nel Suono". Amo definire questa pratica "percorso vibrazionale" o "armonizzazione sonora". Attorno al fuoco, con le stelle così vicine da sembrare a portata di mano, uso gong, tamburo sciamanico, tamburo oceanico, campane tibetane, campane di cristallo, kosci, campane birmane, shruti box e voce. Ogni strumento vibra, ogni essere senziente è fatto di vibrazioni: l'universo stesso è vibrazione. Il ruolo dell'operatore, in questi momenti, è annientarsi ed essere strumento degli strumenti.
Spesso integro le due esperienze: campane di cristallo abbinate a essenze e dedicate ai cinque sensi, oppure scrub accompagnato da tamburo e canti sciamanici dedicati ai quattro elementi, terra, acqua, aria e fuoco.
Perché non se ne fa più a meno
Un rituale è come un viaggio: non si può davvero raccontare, si può solo vivere. È come guardare la foto di un viaggio, se è di altri resta solo un'immagine, se è nostro diventa un'emozione. Vi auguro di viaggiare sempre così, provando almeno una volta anche i viaggi nel mondo delle saune.
Giuliano Xausa, Aufgussmeister e Operatore Olistico del Suono




